SECOLO XIX (1800 d.c.)

E' questo un secolo assai tormentato, ebbero origine parecchi stili che presero nome dai vari sovrani, che piu' esattamente andrebbero definiti "mode", poichè l'espressione si concretizzo' attraverso reinterpretazioni di cio' che apparteneva al passato, un revival, un'espressione densa di nostalgia. L'Impero è concepito per esprimere la preponderanza assoluta della maestà imperiale, è destinato a servire da cornice all'era napoleonica; tutto cio' che di monumentale ha fatto la grande Roma, la lirica Grecia, il misterioso Egitto.
I mobili un pò severi, sono importanti, le superfici piane, gli angoli vivi con l'assenza di modanature, il mogano il legno piu' usato: massiccio per i mobili ricchi, impiallicciati per quelli correnti (con l'avvento della meccanizzazione gli spessori vengono gradualmente abbassati fino a strati per piallacci da 0,8 a 0,4 mm ).

L'intarsio scompare per far posto come ornamento ai bronzi, essi sono cesellati, bruniti o dorati, i piani ricoperti con marmi grigi o neri, ma se ne possono trovare anche di bianchi. I motivi decorativi possono essere simbolici (aquile, corone, N di Napoleone), di origine animale (cigni, leoni, arieti e cavalli), di origine vegetale (corone di rose, ghirlande, palme), e motivi greco-romani (i viticci, le anfore, rosoni). Il cassettone e il secretaire possono essere considerati gli emblemi dell'Impero, diventano parti fondamentali dell'arredamento, a corpi unici, imponenti ravvivati con applicazioni bronzee.

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Si arriva al periodo restaurazione, Carlo X, dove vengono usate essenze lignee chiare per evidenziare gli intarsi eseguiti con essenze piu' scure; si ammorbidiscono le tipologie rispetto all'impero, con un uso limitato di inserimenti bronzei. Il gusto dello stile è rafforzato dal fluido andamento delle linee e dalle volute; queste rivelano la tendenza ad ammorbidire e ingentilire le forme manifestatosi durante la Restaurazione in antitesi con la precedente solennità dell'Impero.

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Con l'arrivo di Luigi Filippo in Francia (in Italia Carlo Alberto), nel 1830 inizia un periodo denominato Eclettismo che racchiude anche Napoleone III, quindi il II Impero e l'Umbertino, in Inghilterra viene chiamato Vittoriano, in onore del Re. Lo stile Luigi Filippo porterà la nuova borghesia a volere i mobili piu' comodi (l'avvento delle molle nei divani imbottiti) ed esteticamente lussuosi; assistiamo alla nascita delle prime produzioni meccanizzate, che allargano il mercato anche alle classi meno abbienti che abitano piccoli appartamenti.

Si cerca ispirazione soprattutto nel medioevo e nel rinascimento, si usano legni scuri (mogano, palissandro, noce, ebano), il faggio e il pero vengono scuriti, viene abbandonato l'uso del bronzo, i marmi utilizzati hanno modanature leggere, si fà largo uso della tornitura grazie alle nuove tecniche di lavorazione. Nei tavoli il basamento ricco di intagli, richiamerà elementi barocchi ed egizi, la sedia detta "Voltaire" era con schienale avvolgente, sedile ampio, gambe corte e sinuose dotate di rotelle, ritorna di gran moda l'armadio, con struttura imponente, a due e piu' ante con specchiera inserita, ispirandosi agli esemplari barocchi.

Il cassettone e lo scrittoio riprendevano modelli seicenteschi, settecenteschi, in cui gli elementi decorativi prendevano ispirazione dai piu' disparati stili: Rinascimento, Neoclassico, Impero e, per di piu', miscelati con simbologie orientaleggianti. Lo stile Napoleone III è uno dei piu' singolari che esistano, non ha nulla di proprio ma è tutto improntato sugli stili che l'hanno preceduto, tuttavia ha comunque una personalità, invece di trarre suggerimenti da una sola epoca, ebanisti, tappezzieri e decoratori, attingono a tutte le sorgenti. In questo periodo vengono utilizzate quasi tutte le essenze lignee, le macchine utensili si applicano a tutte le tecniche artigianali: modanature, placcaggio, tornitura e intarsio. Questo stile si divide in due correnti differenti: il primo chiamato II Impero, il secondo Umbertino; lo stile II impero è nel pieno dell'eclettismo, all'espressione dei secoli precedenti, si uniscono elementi orientaleggianti; nei divani arriva l'imbottitura a capitonnè, taluni si identificano "alla turca", con sedile formato da un materasso e schienale con cuscini amovibili.

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Nell' Umbertino, il Rinascimento è uno dei revival piu' favoriti, con elementi gotici, barocchi, in cui affiora, talvolta anche il futuro gusto floreale. Negli ambienti si vive un' atmosfera un pò decadente, molto "abbondante" nelle dimensioni e nella quantità. Armadi, librerie e attaccapanni in palissandro, spesso ornati di filettature in ebano, sono sovrastati da maestosi cornicioni, espediente fin troppo scontato per accrescerne il tono. Il secolo si conclude con l'esigenza di combattere il passato: il Liberty (Floreale), diffuso in Italia dal mercante inglese Arthur Lasemby Liberty, un'espressione il cui ideale era la libertà di pensiero a livello "spazio". Art Noveau predilige il mogano, il noce, il rovere e il pero, utilizzati sempre laccati o dipinti con colori chiari; ma la sua grande innovazione consiste nel concepire la decorazione come un elemento essenziale del mobile stesso, di cui sottolinea la forma e la struttura. Oltre all'intaglio anche l'intarsio interviene a figurare lunghe curve, steli ripiegati, rami fluenti, ispirandosi al mondo vegetale con una predilezione per la flora acquatica. Le strutture in faggio piegato a vapore (Thonet) permettevano agli autori ( in questo periodo i mobili venivano firmati), di liberare la loro fantasia creando mobili dalle linee fluide che si contorcevano come in uno spasimo vitale, gli arredi erano rivolti ad una società democratica; quindi il mobile possedeva eleganza, qualità di materiali e di tecniche, funzionalità ed economicità.