SECOLO XVIII (1700 d.c.)

Accanto ai sfarzosi mobili "barocchiani", si affiancarono arredi che, pur ripetendo le stesse tipologie, risultavano spogli da quella sovrabbondanza decorativa. Si apre la strada anche a essenze lignee esotiche, si assottigliano i vari spessori. Il nuovo stile, già enunciato da Filippo d'Orleans (Reggenza 1710- 1730) reggente in attesa che Luigi XV raggiungesse l'età idonea per poter regnare, impone nuovi valori: libertà, sfoggio artistico- culturale, raffinatezza ed eleganza, leggerezza e grazia. Poichè tale produzione procedeva all'insegna del lusso, scaturi' l'esigenza di una mano d'opera specializzata; quindi le corporazioni dei mobilieri, allo scopo di ridurre i costi e i tempi di lavorazione, diedero vita a settori artigianali specifici quali: gli intarsiatori, gli intagliatori, i laccatori, i doratori etc., cosicchè si creo' una specie di lavorazione a catena: i mobili venivano iniziati dagli ebanisti, completati e rifiniti da artigiani diversi. Fra i migliori intarsiatori, ricordiamo in Lombardia il Maggiolini, il quale raggiunse in questa tecnica la perfezione: utilizzo' fino a ottantadue essenze diverse e si servi' di tinture particolari.

....................

Le sedie, in particolare, assumono le caratteristiche del secolo le cui gambe curvilinee erano prive di raccordi, di ispirazione rocochiana terminavano a ricciolo, a voluta, a zampa caprina etc.;

.....................

gli schienali potevano essere a giorno, cioè traforati con motivi, oppure imbottiti come i sedili, ma sempre incorniciati. In questo secolo, i braccioli dei sedili arretrarono e la seduta si fà piu' ampia per meglio adattarsi alla forma del dorso umano e per dar modo alle signore di adagiare i loro abiti sfarzosi.

 

Esempi di intagli:
1 - Luigi XIV
2 - Luigi XV
3 - Luigi XV
4 - Luigi XV
5 - Luigi XV
6 - Stile transizione
7 - Luigi XVI
8 - Luigi XVI

In auge gli armadi a muro, che venivano chiusi con eleganti porte simili a quelle di accesso alle sale. E' caratteristico il Trumo' (Trumeau), costituito dalla sovrapposizione di due corpi, ognuno dei quali assolveva compiti diversi: la parte inferiore, che prese ispirazione dal cassettone o commode, era, di solito, composta da tre cassetti e da un piano inclinato posto al di sopra.

....................

Quest'ultimo si ribaltava assumendo le funzioni di scrittoio che, aperto metteva in luce una serie di cassettini e segreti. La parte superiore, meno profonda e quindi rientrante, atta a raccogliere libri, porcellane e oggetti preziosi, veniva chiusa con due ante costituite da pannelli a specchio, in vetro, o ottenute con legno intarsiato o dipinto. Abbiamo accennato ai libri poichè comparvero, in verità molto simili agli armadi, le librerie; di dimensioni notevoli, basse e larghe con ante in reti metalliche o vetri intelaiati per consentirne la visione.

Nasce in questo periodo il Secretaire, parola che definisce tutte le versioni di mobili che, con l'ausilio di una ribalta, mirano a rendere segreto tutto cio' che viene posto all'interno di questa, trasformandosi in cassaforte. La linea composita del Secretaire rappresentava pienamente lo stile Neoclassico; si irrigidiscono le forme, si torna al culto della linea retta e della decorazione "classica", da soggetti naturalistici, orientali e galanti si passa a soggetti archeologici e mitologici, interpretando appieno la raffinatezza neoclassica ( lo ritroveremo piu' imponente nell'Impero che ne fara' suo emblema ).

....................

Negli ultimi anni del secolo XVIII, la società sconvolta dagli eventi politici, condanna tutto cio' che puo' rappresentare o simboleggiare il vecchio stato di cose: il lusso patrizio, il privilegio dei cortigiani, il potere dell'aristocratico. Ci troviamo di fronte ad una cultura che non sà quello che vuole: da una parte rinnega la vita di corte dall'altra la copia. La situazione economica incerta oscura l'esecuzione dei mobili, quindi lo stile "Direttorio" si rifà direttamente a quello di Luigi XVI, anticipando quello che sarà il primo '800 l'Impero. Il Direttorio adotta forme geometriche nitide, curve semplici, la decorazione non invade mai la struttura; in prevalenza questi mobili sono in legno massiccio: olmo, noce, alberi da frutto. Si diffondono i mobili in faggio dipinti: bianchi, verde acqua, giallo paglierino; incominciano a far la loro apparizione sui mobili, le sfingi, i fiori di loto, scarabei, piramidi e cariatidi in bronzo o direttamente su legno.