L'arte del restaurare non è certo improvvisazione, ma esige, oltre alla naturale disposizione, conoscenze specifiche ed eterogenee, che devono essere acquisite prima di poterla applicare senza incorrere in danni gravi e seri. Considero determinanti tali conoscenze, che verranno piu' o meno approfondite in base all'uso che del restauro si voglia fare. Un buon restauratore deve essere dotato di capacità osservative, possedere particolari disposizioni per diverse aree artistiche; deve amare il proprio mestiere, conoscere le sostanze occorrenti alle varie operazioni, deve aver cognizioni di falegnameria, ferramenta ed essere dotati di paziente diligenza. Il restauro deve essere reversibile: l'operazione effettuata oggi dovrà poter essere rimessa in questione domani. Il mobile rincollato deve poter essere scollato in un secondo momento, se una parte di esso venisse a rompersi. Tutti i metodi degli ebanisti di un tempo sono reversibili e grazie a ciò è possibile, ancora ai nostri giorni, restaurare i loro mobili. Non si deve cercare di modificare la forma, di migliorare il mobile, di cambiarne l'uso. Non bisogna tentare di nascondere a tutti i costi un ritocco o una riparazione.

RESTAURARE dal latino: RE (nuovo) - STAURARE (render saldo);

un'attivita' svolta per prolungare la vita dell'opera d'Arte e reintegrarne la visione e il godimento. "Il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte, nella sua consistenza fisica e nella sua duplice polarità estetica e storica, in vista della sua trasmissione al futuro, deve mirare al ristabilimento dell'unità potenziale dell'opera, purchè cio' sia possibile senza commettere un falso artistico o un falso storico, e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell'opera d'arte nel tempo".

da "Teoria del Restauro" di Cesare Brandi ed.Einaudi

IL LEGNO ATTREZZATURA

 

ANALIZZARE IL MANUFATTO
SVERNICIATURA E LAVAGGIO
ANTITARLATURA
CONSOLIDAMENTO E INTERVENTI LIGNEI (2 PAG.)
STUCCATURA E LEVIGATURA
TINTEGGIATURA
LUCIDATURA
FINITURA