PERCHE' IL RESTAURO

Trattandosi di mobili che hanno visto il trascorrere dei secoli non è possibile (e nemmeno desiderabile del resto) aspettarsi che il tempo e le vicissitudini della vita e dell'uso non abbiano lasciato tracce sui loro antico splendore. Si rende così evidente la necessità di ricorrere a interventi più o meno ampi di restauro. E' più che probabile inoltre che il mobile antico abbia già subito nel corso degli anni uno o più interventi di restauro. Spesso, in passato, era consuetudine pressochè universale tra i restauratori completare il proprio lavoro con alcuni interventi personali che si concretizzavano in nuove decorazioni o aggiunte alle parti strutturali. Del resto poteva essere lo stesso committente a richiedere modifiche al restauratore, in modo da rendere il mobile più adatto alle personali caratteristiche d'uso. Oggi invece il restauro tende a non modificare gli elementi originari e si limita al semplice reintegro delle parti eventualmente mancanti. Quando è necessario ricostruire una parte essenziale mancante (pensiamo alla gamba di un tavolo, per esempio), l'abile restauratore ricostruirà la parte in modo da rispettare lo stile tipico del mobile, senza tuttavia celare completamente il proprio intervento: insomma se una parte è stata rifatta, niente imbrogli, il rifacimento deve essere riconoscibile. I principali interventi di restauro riguardano: la reintegrazione di parti mancanti, siano esse strutturali (gambe, cassetti, ante ecc.) sia che appartengano alla parte pi propriamente decorativa; la pulitura e la lucidatura. La ricostruzione . La pulitura. La lucidatura .

La ricostruzione della parti mancanti è una delle operazioni più importanti in quanto si ricollega direttamente al tipo di legno col quale è stato costruito il mobile. Se ad esempio si tratta di un pezzo costruito in legno di cipresso, anche il ripristino dovr essere fatto con lo stesso legno. I mobili lastronati, costruiti cio con l'applicazione di lamine di legni pregiati alla struttura portante in legno pi comune, sono soggetti facilmente al degrado. Le lamine infatti, a causa della necessit di collaggio o di eventuali incurvature, sono molto sottili e si prestano quindi al sollevamento ed alla rottura. Nel caso di semplice sollevamento della lamina il restauratore provvede al rincollaggio mediante l'applicazione di una speciale colla da falegname stesa a caldo. Tale colla non solo è tenacissima, ma una volta asciutta segue il movimento naturale dei legni nei processi di dilatazione e restringimento. Se invece la lastronatura manca in alcune parti, queste vengono stuccate con gesso di Bologna, colla e pigmenti colorati che si adattino al tono cromatico del legno. Quando si tratta di provvedere al reintegro delle intarsiature, la cosa si fa pi complicata ed è in relazione all'ampiezza della superficie interessata. Se la parte mancante è modesta, il ripristino viene effettuato con della cera colorata in modo da ottenere un effetto neutro che denuncia chiaramente l'area del restauro. Nel caso di un intarsio mancante più esteso si procede alla ricostruzione del motivo decorativo ripetendo il disegno chiaramente visibile in altre parti del mobile, differenziando la zona ripristinata attraverso una leggera variazione di tono. Se manca invece ogni riferimento al disegno originale si preferisce campire in modo neutro la zona mancante piuttosto che fare dei completamenti di fantasia. Altra operazione assai importante è costituita dalla pulitura dallo sporco accumulatosi sul mobile nel tempo. In questa operazione l'abile restauratore cercherà di non intaccare la pelle del legno per non rovinarne la patina, costituita dalla superficie del legno, dalle vernici, dalla luce, dalla polvere e dall'umidità che il tempo ha decantato. Quella della pulitura è un'operazione assai difficile e delicata che richiede una notevole abilità e procedimenti assai complessi, diversi a secondo dei casi. Un pezzo del Seicento in massello di noce richiede una pulitura leggera, effettuata con un misto di alcool e trementina per non sciuparne la patina. Un pezzo del Settecento o dell'Ottocento lastronato e intarsiato richiede spesso uno sverniciatore neutro e alcool in modo da togliere le precedenti verniciature. L'ultimo procedimento del restauro è costituito dalla lucidatura, operazione fondamentale perch serve non solo a proteggere il mobile, ma soprattutto a restituirgli il suo aspetto originale. Le tecniche sono diverse. Coi mobili di Alta epoca si ricorre ad una semplice lucidatura a cera che preserva la patina del tempo e costituisce una buona difesa dal clima secco. Per i pezzi in massello del Seicento si utilizza cera d'api e trementina per conservare l'intensit delle modanature e degli intagli. Le lastronature vengono trattate con gommalacca chiara, stesa sopra un fondo preparato a cera d'api o cera vergine, che accentua la brillantezza dei legni e ne esalta le venature. Coi mobili neoclassici intarsiati si procede con diverse stesure di gommalacca attraverso un tampone imbevuto in modo da rendere più evidenti le diverse tonalità dei differenti legni usati.