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LE LATIFOGLIE
- ACERO (cresce ovunque, ha una magnifica chioma fogliare a cupola, alto fino a 35 metri, è un legno bianco con gradazioni rossastre e sfumature che vanno dal giallastro al violetto. E' molto duro con grana fine, riceve un'ottima pulitura e brillante lucidatura; si imbarca facilmente, è poco flessibile ed é attaccato frequentemente dal tarlo. Venne utilizzato per la tecnica dell'intarsio durante il XVIII e XIX secolo in Inghilterra, zona di grande produzione).
- CASTAGNO (è un albero imponente che cresce fino ai 30 metri, un po' ovunque, introdotto in tutta l'Europa dai Romani; di colore giallo fulvo chiaro o bruno chiaro, abbastanza duro è molto resistente all'acqua, è legno fragile e si tarla facilmente).
- CILIEGIO (è di gran lunga, tra le specie simili, il piu' imponente; raggiunge i 20 metri,presente un po' ovunque è forse originario dell'Oriente; ha grana media uniforme di color rosso-bruno lucente, con venature sottili; legno pesante si imbarca facilmente e si ritira notevolmente. Gli ebanisti francesi e anglosassoni ne fecero grande uso per mobili di piccole dimensioni. Nell'Ottocento si costruirono invece cassettoni, armadi e sedie).

- FAGGIO (è un grande albero molto vistoso, che può raggiungere i 30-40 metri con un'enorme chioma, prospera ovunque anche su terreni asciutti e rocciosi; di color rosso giallastro con raggi midollari bruno lucenti, legno semiduro e compatto, venato in modo uniforme. Si taglia molto bene ed è adatto alla curvatura a vapore - Thonet - , tende a screpolarsi ed è facilmente attaccato dagli insetti e dei parassiti; usato prevalentemente per le parti interne dei mobili e per le strutture degli imbottiti).

- FRASSINO (è un albero diffuso in tutta l'Europa con chioma fogliare piuttosto irregolare, spesso con numerosi rami morti; é alto 20-25 metri, cresce su terreni freschi e ricchi. Di colore bianco madreperlato, leggero, ha struttura fine, é abbastanza resistente, elastico e tenace; purtroppo è soggetto al tarlo e marcisce facilmente se esposto alternativamente al secco a all'umido. Utilizzato per le strutture degli imbottiti e piallacci).
- PIOPPO (è un complesso gruppo di piante delle quali é difficile dire quali sono le specie,sicuramente non europee, nasce ovunque in zone con clima mite e umido; ha grana omogenea, leggero, bianco tendente al giallo, senza venature; si fende e si imbarca facilmente, è attaccatodal tarlo, si presta bene ad essere placcato).
- NOCE (è un albero maestoso forse originario dell'Asia, cresce in ogni parte d'Europa, ha un colore grigio-bruno con venature piu' scure, qualche volta nere o rossastre; venne ed è considerato uno dei migliori legni, sia a livello estetico sia per la sua duttilità, si taglia bene, ha una durezza media ed è perfetto negli interventi di pulitura e lucidatura. Poco resistente alla flessibilità; se mal stagionato viene attaccato facilmente dal tarlo, non si screpola. Legno preferito per tutto il Rinascimento italiano, mentre nel Seicento i francesi e gli inglesi lo sostituirono con il mogano; il noce dà piallacci di notevole qualità specie in prossimità della radice).
- ULIVO (è la quintessenza del panorama mediterraneo, proviene dall'Asia ed è largo e tozzo, raggiunge i 15 metri; verdognolo o giallastro con ricche venature nere o brune, legno durissimo è compatto ed omogeneo, resiste al tarlo. Se mal stagionato si torce e si spacca, è adatto per fini lavori d'intarsio e per la tornitura).

- OLMO (cresce in Europa e nell'Asia Occidentale prevalentemente nei boschi e vicino a corsi d'acqua, di color bruno-rossastro con venature scure; legno tenace, compatto, elastico, resistente all'umidità non è attaccato dai parassiti, tende a fendersi ed a imbarcarsi facilmente e non si pulisce bene. La sua radica venne utilizzata, sopratutto, per lavori d'intarsio).
- PERO (cresce in tutta l'Europa, solitamente é alto 10-15 metri, é di colore roseo o giallo-rossastro, di grana molto fine, duro si taglia bene in tutti i sensi; è soggetto alle spaccature ed ha un forte ritiro. Utilizzato negli intagli, nelle tarsie e nelle torniture).
- ROVERE-QUERCIA (si trova in tutta l'Europa, estremamente variabile per forma e dimensioni,di color giallo-bruno con striature giallo oro, non è facile da lavorare; è legno duro, compatto, pesante. Poco attaccato dai parassiti si deforma facilmente; non riceve perfetta levigatura nè lucidatura brillante.Venne utilizzato per la costruzione di mobili di pregio per un lunghissimo periodo: dal Duecento al Quattrocento, mentre in Inghilterra resistette fino al Settecento).
- EBANO (é originario dell'India, di Giava, e del Madagascar è un legno di colore nero intenso, illuminato da riflessi rosso cupo; durissimo, compatto, di grana finissima, non si screpola, non e attaccato dagli insetti, quindi è legno di una fragilità massima. Considerato fin dai tempi piu' antichi degli Egizi e dei Romani, un legno prezioso, venne utilizzato per mobili o oggetti di grande valore).
- MOGANO (originario delle Americhe è un legno di colore rosso-bruno riccamente venato, duro, si lavora benissimo, ha grana fine e uniforme, si lucida perfettamente, si ritira poco e resiste al tarlo. Utilizzato fin dalla prima metà del XVIII secolo in Inghilterra e in particolare durante tutto il XIX secolo, sopratutto dai Francesi che, con questa essenza, diedero vita ad esemplari in stile Luigi XVI, Direttorio e Impero di notevole fattura. Questo legno venne inizialmente importato da Cuba o dall'Honduras, ma in tempi recenti, essendo il mogano cubano quasi introvabile e il secondo esageratamente costoso, ci viene fornito dall'Africa e dalle Filippine, ma é di qualità assai inferiore e manca di venature. Per poter distinguere il "vero mogano" basta inumidire una parte non lucidata, questa assumerà una gradazione molto scura, mentre quello filippino diventerà chiaro-rosato e l'africano si manifesterà con un colore intermedio).
- PALISSANDRO (nasce nell'America Meridionale, è legno duro di color bruno con sfumature violette, ha caratteristiche simili al mogano, al quale si affiancò nel periodo neoclassico; è un'essenza che esige una discreta abilità nella fase della lucidatura).