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Il legno è fornito, come noto, dai fusti degli alberi e consta di un insieme di cellule le quali non sono però sparse nella comune massa, ma, avendo determinate funzioni da svolgere, sono raggruppate in diversi tipi di tessuto e orientate secondo particolari disposizioni. Il fusto è formato per apposizione di strati periferici che nelle sezioni trasversali si presentano come anelli, ognuno dei quali corrisponde di regola a un anno di vita. Negli anelli annuali è possibile distinguere una zona meno compatta formatasi alla ripresa primaverile della vegetazione e una piu' densa e normalmente piu' scura, formatasi nella stagione autunnale prima dell'arresto invernale della vegetazione.

Strutturalmente il legno è costituito da:

- 50% di carbonio

- 42% di ossigeno

-6% di idrogeno

-2% di minerali, azoto, pigmenti.

Le fibre di questo materiale si presentano alla lente d'ingrandimento trasparenti, quasi come fili di nylon. Nell'esporre i tipi di legni mi limiterò a quelli piu' in uso nell'arte dell'ebastineria; si dividono principalmente in legni duri (latifoglie) e in legni teneri (conifere).

COSTITUZIONE DEL TRONCO

 

LA STAGIONATURA DEL LEGNO

Il legno nell'albero contiene una quantità di acqua che in taluni casi puo' arrivare al 75% del suo peso umido. Dopo il taglio e la riduzione in tavole, esso perde gradatamente la sua umidità iniziale fino a equilibrarla con quella dell'ambiente in cui viene a trovarsi permanentemente. Durante questo processo di essicazione il legno subisce notevoli variazioni di volume per cui è impossibile usarlo come materiale da lavoro prima della sua adeguata stagionatura. L'essicazione del legno è la somma di due fenomeni: la prima, la circolazione dell'acqua al suo interno fino a equilibrarsi in tutte le sue fibre; la seconda, l'evaporazione dell'acqua influenzata dai fattori ambientali. L'essicamento all'aria aperta dei legnami è la pratica piu' semplice e piu' antica, essa consiste nell'esporre all'aria libera, riparato dalla pioggia e dal sole, il legno fino al raggiungimento di quel tasso di umidità per cui risulta in equilibrio medio con l'ambiente circostante. Il buon esito di questa pratica dipende: dalla cura con cui viene accatastato il tavolame, dalla disposizione delle cataste nel deposito e dal terreno sul quale queste vengono erette. Oggigiorno esistono particolari forni per accelerare la stagionatura in qualunque periodo dell'anno, però presentano qualche inconveniente: una eventuale leggera modifica nel colore e il pericolo di rovinare una forte quantità di pezzi per errori di condotta del processo di essicamento.

I TAGLI DI UN TRONCO

La produzione del tavolame si effettua secondo metodi diversi, tenendo conto tanto dell'uso quanto del valore del materiale che si intende ottenere.

TAGLIO TANGENZIALE:

Questo metodo, dato il minimo costo di produzione, viene adottato per la quasi totalità del legname. Le tavole che si ottengono, però, non risultano di qualità e di aspetto costanti, perchè si differenziano sempre piu' tra loro, man mano ci si allontana dalla zona centrale del fusto. Mentre la tavola di mezzo mantiene diritto il proprio asse trasversale e presenta superfici con venature pressochè parallele, le altre tavole sono soggette a imbarcarsi e comportano vaste zone mediane con venature notevolmente diverse da quelle delle loro zone laterali, a seconda della conicità del fusto e della posizione delle tavole nel fusto stesso.

TAGLIO IN QUARTO E RADIALE:

Questi procedimenti di segazione non consentono di ridurre tutto il tronco in tavole mediante un solo passaggio alla sega multilame, perciò risultano piu' costosi di quelli ottenuti a tagli tangenziali. Il maggior costo però è compensato dalle migliorate caratteristiche di indeformabilità e di aspetto che il legname viene cosi' ad assumere. Le tavole ottenute secondo tali metodi risultano sempre meglio specchiate e saranno sempre meno soggette a imbarcarsi quanto piu' la direzione dei tagli sarà prossima a quella radiale. Tuttavia il taglio sul raggio rimane puramente teorico, perchè praticamente impossibile. L'adozione di uno dei sistemi di segazione descritti dipende dall'uso cui è destinato il materiale, uso che puo' far preferire il tavolame ricavato a tagli tangenziali a quello ricavato a tagli radiali.

DEFORMAZIONI DEL LEGNO

Il ritiro dimensionale del legno è un fenomeno inevitabile dovuto alla perdita d'acqua contenuta nell'albero in vita. Esso inizia quando l'umidità del legno scende al disotto del 30% circa del suo peso secco, cioè quando comincia a perdersi "l'acqua di saturazione" assorbita nelle pareti cellulari. In linea generale le essenze dure o pesanti si ritirano maggiormente di quelle tenere o leggere; il ritiro si ripercuote sulla dimensione e sulla forma dei pezzi essicati e l'intensità delle contrazioni varia a seconda delle specie legnose e a seconda delle direzioni anatomiche del legno. Buona parte degli inconvenienti, che si lamentano nell'impiego del legno, dipende dall'imbarcamento. Esso è connesso al ritiro ed è in stretta dipendenza della posizione delle tavole nel tronco; è dovuto alla notevole diversità di valori che esiste tra il ritiro tangenziale e quello radiale.

PROPRIETA' TENICHE DEI LEGNAMI

Dalla struttura del legno derivano le sue particolari proprietà e i suoi diversi caratteri, qualità determinanti per stabilire una giusta scelta degli usi a cui ogni specie di legname è meglio destinata, dei metodi di utilizzazione e dei mezzi piu' adatti alla sua lavorazione. In generale, i diversi caratteri che differenziano tra loro le qualità e le varie essenze legnose possono essere raggruppati come sotto specificato:

- Caratteri organolettici, cioè le proprietà di ordine estetico-figurativo come: colore, disegno, etc.

- Caratteri fisico-meccanici, cioè le proprietà di ordine fisico: densità, porosità, etc.

Proprietà principali che si richiedono ai legnami destinati all'ebanisteria sono: facilità di lavorazione

(attitudine al taglio e al buon pulimento), stabilità, aspetto.

La venatura deriva dal contrasto tra le zone tardive e quelle primaverili degli anelli annuali e puo' essere: marcata, evidente, a festoni; il colore, pur essendo, in linea di massima, peculiare per ogni essenza legnosa, ha tonalità notevolmente diverse tanto nelle stesse specie quanto in un medesimo tronco. La porosità è un fenomeno importante ai fini della tinteggiatura del legno; si imbevono i legni teneri piu' di quelli duri, i legni con raggi midollari piccoli piu' di quelli con grossi raggi, i legni senza resina piu' di quelli resinosi, le testate piu' delle superfici longitudinali, la zona primaverile degli anelli piu' di quella tardiva

CONIFERE LATIFOGLIE