GLOSSARIO
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Sabot
In Francia viene così denominato il rivestimento metallico, di norma in bronzo, dello zoccolo - sabot in francese - dei sostegni di certi mobili. Ricalca spesso la forma delle zampe degli animali.
Sandracca
Resina di provenienza vegetale usata in ebanisteria per ottenere una vernice trasparente da passare sui mobili a imitazione delle lacche orientali, variando con suggestivi effetti la decorazione sottostante.
Savonarola
Importante modello di sedia pieghevole a struttura incrociata, che ha il suo prototipo nella sedia curale romana e che si diffuse nell'arredamento italiano in epoca rinascimentale. Termina in basso con piedi a pattino e in alto con braccioli diritti, uniti posteriormente da una traversa che costituisce lo schienale.
Scafo
In ebanisteria indica lo scheletro, l'armatura del mobile destinato poi a essere rivestito da piallacci.
Scanalatura (Scannellatura)
Voce di origine architettonica, di uso comune anche in ebanisteria, utilizzata in riferimento a un tipo di modulazione delle superfici adottata in genere in corrispondenza degli elementi portanti (colonnine e lesene). E' costituita da una serie di solchi rettilinei a sezione semicircolare disposti in senso verticale.
Schienale
In un sedile è così chiamata la parte che funge da poggiaschiena e che può assumere conformazioni assai variabili a seconda degli stili. Il termine designa anche la parte posteriore di un contenitore o di un cassetto, ma in quest'ultimo caso è più appropriato il termine "schienalino".
Scrigno
I romani definivano col termine scrinium una piccola cassa ove conservavano documenti, rotoli e volumi, ma anche unguenti e cosmetici. E' nel Medioevo che con "scrigno" si incomincia a designare un cofanetto o un piccolo forziere per preziosi. La sua evoluzione stilistica nelle varie epoche è legata a quella della cassa e del cassone, ma si differenzia da questi, oltrechè per la mole, per la preziosità delle decorazioni, spesso madreperlacee, eburnee, o di gemme. Nel Medioevo e in età moderna la forma dello scrigno venne spesso adattata ai reliquiari.
Scrittoio
Impiegato spesso come sinonimo di scrivania, il termine designa più propriamente un piccolo mobile analogo al leggio, sovente portatile, nato più per riporvi gli strumenti per scrivere vero e proprio. Per soddisfare anche quest'ultima esigenza è comunque di norma munito di un piano incernierato e ribaltabile, che può essere anche inserito, con leggera inclinazione, nella sua parte superiore.
Scrivania
Mobile per scrivere, di varie forme e misure, diffuso a partire dal XV secolo, ma in gran voga a partire dal XVIII. Può essere concepita come mobile da centro o da parete: nel primo caso ha una struttura "a tavola", con o senza cassetti, e un piano ricoperto da un pannello di cuoio; nel secondo ha spesso una tipologia "a cassettone", con o senza vano centrale per le gambe, e piano a ribalta. Di quest'ultimo tipo interessanti sono le varianti ideate a sostituzione della ribalta per l'agibilità del piano di scrittura: particolari sono le scrivanie "a cilindro" o "a tamburo", la cui parte superiore - con cassetti e piano per scrivere - appare celata da un mezzo cilindro scorrevole. In Italia, soprattutto nel Veneto, ebbero larga diffusione, in età barocca, le scrivanie a doppio corpo, inferiore a cassetti e superiore a libreria.
Secrètarie
Mobile per scrivere a ribalta, con serratura. E' costituito da una serie di cassetti e cassettini, talvolta anche scomparti a colombaia, per la custodia di documenti riservati. Diffuso dal XVII al XIX secolo, può assumere differenti conformazioni: oltre al secrètaire en armoire (vedi), vanno segnalati il secretary book case, caratterizzato da un'alzata adibita a libreria con sportelli a vetri, e il secretary chest on chest, strutturato come due cassettoni sovrapposti di tre e quattro cassetti (il terzo cassetto dell'elemento inferiore è quello ribaltabile).
Secrètaire en armoire
Detto anche à abattant o en tombeau, è un mobile alto e stretto destinato a essere posto contro la parete. La parte superiore presenta una ribalta che nasconde piccoli cassetti e scomparti organizzati in un prospetto architettonico, il corpo inferiore è invece a cassetti o sportelli. Diffuso dalla metà del Settecento, fu in gran voga nell'Ottocento.
Servant
Espressione francese impiegata in relazione a svariati tipi di tavolini, diffusi dal XVIII secolo, accomunati dalla loro destinazione. Trovavano posto nei giardini, nei salotti e nelle sale da pranzo, solitamente agli angoli della tavola, e permettevano ai convitati di servirsi in modo autonomo senza ricorrere ai domestici. Varianti particolari del servant vanno considerati il servidor veneziano e il servomuto.
Servomuto
Tavolinetto a più ripiani in voga nel Settecento. Caratteristico è il servidor veneziano che ha ripiani circolari infilati su di un'asta variamente sagomata. Con servomuto si intende anche il portabiti mobile.
Sheraton, stile
Stile che ha caratterizzato la mobilia inglese dal 1790 al 1805 circa; deriva il suo nome da Thomas Sheraton (1751-1806), abile disegnatore di mobili, più che creare nuovi modelli, assimilò e ripropose in chiave nuova linee e motivi già conosciuti, spesso ripresi dal Luigi XVI.
Smusso
Voce usata in ebanisteria per indicare il taglio - realizzato di norma con un'inclinazione di 45° - di uno spigolo o di un angolo di un mobile.
Spina
Chiodo in legno per fissare gli incastri, a sezione troncoconica nei mobili antichi, cilincrica in quelli recenti. Indica anche la parte di un sostegno che va a incastrarsi nel corpo del mobile; in tal caso è quadra nei mobili antichi, cilindrica nei moderni.
Stipo
Mobile di piccole dimensioni, con il fronte a configurazione architettonica, destinato alla custodia di oggetti rari e preziosi. E' costituito da una struttura a nicchie e cassetti, talvolta celati da un'anta ribaltabile o da sportelli. Ne esistono esemplari di grande pregio, con inserti in avorio, pietre dure e madreperla, risalenti in prevalenza all'epoca rinascimentale e barocca. Compareve in Italia nel XVI secolo e da qui si diffuse nelle altre regioni europee, soprattutto nelle Fiandre e in Francia, dove Andrè-Charles Boulle realizzò splendidi cabinets.
Studiolo
Viene designato un mobile fiorentino - diffuso specialmente dalla fine del Quattrocento al Settecento - strutturato a due corpi sovrapposti: l'inferiore a sportelli, il superiore a cassetti celati da un'anta che, ribaltata, poteva essere impiegata come scrittoio.
Table à ouvrage
Tavolino da lavoro. I primi esemplari, creati in Francia e in Inghilterra a partire dalla metà del XVIII secolo, erano composti da un piano d'appoggio sovente scoperchiabile sorretto da sottili gambe e da cassetti in numero variabile. Godettte di grande fortuna fino alla metà del XIX secolo.
Table console
Tavolo che ebbe la sua comparsa in Francia nel Seicento, destinato ad essere accostato a una parete, solitamente sotto grandi specchi a muro. Intagliato solo sui tre lati visibili, era fornito di un piano sagomato sorretto da quattro gambe. Dalla progressiva semplificazione dei sostegni posteriori nacquero le vere e proprie consoles, appoggiate direttamente al muro.
Tabouret
Piccolo sedile imbottito, di forma ovale, rettangolare o circolare, sostenuto da quattro brevi sostegni diritti, a forbice o a capriolo; l'imbottitura era ricoperta in seta o in damasco. Il suo uso venne introdotto in Francia sotto Luigi XIV, alla cui corte sedere su un tabouret alla presenza del sovrano era un privilegio.
Taglio fresco
Termine gergale che in falegnameria designa il taglio operato sul legno d'epoca per adattarlo a nuove misure in rapporto a diverse esigenze.
Tamburo
Nome che in ebanisteria viene assegnato a quella alta fascia che corre al di sotto del piano dei tavoli rotondi od ovali.
Tarlo lungo
Espressione che nel gergo degli artigiabi del legno definisce il solco scavato dal tarlo in un legno d'epoca, messo allo scoperto in seguito a una nuova lavorazione.
Tarsia
Termine derivato dall'arabo tarsi col quale si indicano delle opere di commesso ottenuto combinando insieme elementi sagomati in legno, pietra, avorio e altri materiali su una superfice piana, in modo da ottenere un'immagine.
Testimoni
In falegnameria, vengono così designate quelle giunte sottili che segnano il punto in cui il legno è stato fatto "lievitare" per ottenere uno spessore necessario a creare una mossa molto accentuata. La lievitazione si ottiene aumentando lo spessore del legno incollando opportuni tasselli.
Timpano
In ebanisteria designa la parte di un mobile che nella forma imita il frontone degli edifici classici o rinascimentali.
Tornitura
In ebanisteria è la lavorazione e modellazione di diversi elementi di mobili (gambe, colonnine, traverse, etc.) eseguita col tornio. Diversi sono i tipi di tornitura, che vengono designati in base al nome dell'oggetto che imitano: a vaso, a fuso, ad anfora, a spirale semplice o doppia. La tornitura, in uso già tra i Greci e i Romani, venne ripresa durante il Rinascimento soprattutto in Italia e in Inghilterra. Il periodo d'oro di questa tecnica si è avuto però in Francia nel secolo XVII con lo stile Luigi XIII, quando si sperimentarono le più complesse e virtuosistiche combinazioni dei motivi a tromba, a vaso, a balaustra, etc. Nel XVIII secolo il ricorso alla tornitura divenne più rado, mentre ritornò in auge sia con lo stile Impero sia con il Biedermeier.
Traversa
E' l'asse trasversale, variamente sagomato, che serve a unire e a rinforzare le gambe di tavoli e sedie.
Traverso
In falegnamera è l'elemento trasversale che serve a unire e a rinforzare i montanti dello schienale dei sedili.
Trumeau
Termine francese che in origine designava la porzione di parete compresa tra due vani o due finestre. Dal secolo XVIII indica una specchiera collocata nel medesimo spazio e frequentemente posta sopra una console. Il termine composto bureau-trumeau indica invece, insieme all'italiano trumò, un mobile assai diffuso nei secoli XVII e XVIII. Esso era composto da un cassone e da un'alzata chiusa con due ante, riuniti da un piano ribaltabile. Di particolare eleganza erano i trumò veneziani laccati a cineserie e impiallicciati in noce.
Truschino
Strumento adoperato in ebanisteria per ricavare le sagome. E' formato da una base, un'asta e una punta (o graffietto) fissata all'asta con un perno a incastro scorrevole.