GLOSSARIO

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Gattelli

Elementi di rinforzo di forma triangolare inseriti negli angoli novecenteschi. A volte vengono utilizzati anche nel restauro.

Giunta doppia

Particolare tipo di giunta presente nelle cornici di riporto di certi contenitori antichi, caratterizzate da una fascia esterna piatta e liscia e da una sagoma interna obliqua e intagliata. La giunta è detta doppia perchè i lati della cornice si incontrano a taglio dritto nella parte liscia, a 45°in quella lavorata.

Graffietto

Strumento usato per determinare la corrispondenza di misura tra i due elementi di un incastro (maschio e femmina).

Graticcio

Struttura intrecciata di legni leggeri, come canne o vimini, che è stata ed č tuttora impiegata in ebanisteria, con intenti ornamentali oltre che funzionali, per gli schienali e i braccioli di sedie e poltrone. Come puro elemento decorativo si trova su mobili barocchi francesi e italiani.

Gruppini

Tipo particolare di chiodi molto sottili utilizzati dagli ebanisti per fissare un lastrone alla struttura del mobile; servono anche nel caso in cui non è possibile utilizzare le morse, verranno successivamente rimossi.

Guillochè

Motivo decorativo costituito dall'intreccio di una o più fasce a volute, cerchi o semicerchi. Pur essendo tipico dell'oreficeria, fu ampiamente adottato anche dagli ebanisti del primo Seicento, soprattutto nelle modanature delle cornici.

Humpen

Grosso bicchiere di forma cilindrica largamente usato nelle regioni tedesche dal XVI al XVIII secolo per bere vino o birra. Le dimensioni considerevoli hanno fatto supporre che fosse destinato a più di un bevitore. Ha solitamente la base sporgente, è talora munito di coperchio ed è spesso decorato a smalto.

Iccasse, a

Locuzione applicata a quelle sedie e a quei sedili che presentano una struttura pieghevole, con sostegni intersecantisi a X. Tali modelli, di larga diffusione nella Francia del XV e XVI secolo, vanno ricondotti assai probabilmente a un prototipo romano.

Imbarcamento

Distorsione nel senso della lunghezza che si verifica in piani di legno o travi, dovuta generalmente all'umidità e a un carico eccessivo nella parte centrale, che assume così una forma arcuata.

Incastro

Modo in cui, fin dal XVI secolo, i falegnami univano le assi di legno senza usufruire di collanti o di chiodi, ma intagliandone i bordi secondo un sistema di sporgenze e di rientranze in grado di combaciare perfettamente all'atto della congiunzione. A seconda dei tipi di unione, l'incastro, chiamato anche assembramento, puņ essere: a coda di rondine, a tenone e mortasa (a cava e penola, a maschio e femmina), diritto, a mezzo e mezzo, a lingua, a forcella.

Indiscret

Tipo di divano imbottito e tappezzato, spesso capitonnč, strutturato in modo analogo al confident, da cui tuttavia si differenzia perchè è costituito da tre poltrone (anzichè due) unite a raggiera. Fu particolarmente in voga nel Secondo Impero.

Inginocchiatoio

Mobile usato per la preghiera, un tempo presente, oltre che nelle chiese, nelle camere da letto di molte case private. Di norma è articolato a due piani: quello superiore per appoggiare i gomiti e quello inferiore per le ginocchia.

Intaglio

Tecnica decorativa realizzata asportando parte del materiale con appositi strumenti secondo determinati disgni. E' uno dei procedimenti ornamentali più usati nelle arti applicate; l'intaglio puņ essere realizzato a incavo, a rilievo (che a seconda del grado di sporgenza viene definito basso, medio o alto) e a traforo, se passa l'oggetto da parte a parte.

Intarsio

Tecnica di ebanisteria che utilizza tasselli di varie essenze applicati, a secco o tramite colle, a un supporto secondo un determinato disegno. Lo stesso termine indica il lavoro così ottenuto, più propriamente detto tarsia. Conosciuto fin dall'antichità, ebbe il suo momento di maggior splendore nel Trecento e soprattutto nel Quattrocento, quando venne impiegato nella fabbricazione degli arredi sacri - come cori lignei e armadi di sacrestia - oppure degli studioli di corte. Dal XV secolo, oltre alle normali essenze (noce, acero, quercia, alberi da frutto) lasciate allo stato naturale, vennero inseriti nell'arte dell'intarsio, che andava avvicinandosi al linguaggio della pittura, anche tasselli colorati tramite particolari procedimenti di bollitura o addirittura ridipinti. Spesso si utilizzarono anche altri materiali, quali madreperla, osso, avorio, rame, ottone.