GLOSSARIO
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Ebanista
Il termine designa l'artigiano specializzato nella lavorazione dell'ebano, ma viene comunemente adottato in riferimento a qualsiasi lavoratore di legni pregiati, esperto nel rifinire e decorare i mobili con impiallacciature, intarsi e intagli. In questa accezione deriva da èbèniste, termine usato in Francia dal XVII secolo per distinguere l'artigiano artista dal semplice falegname.
Encausto
Nome di origine grca ("incidere col fuoco") che designa quella tecnica pittorica che utilizza la cera riscaldata come legante per i pigmenti. E' chiamato così anche un modo per incerare il mobile (vedi Finitura).
Estampille
Vocabolo francese (in Italiano stampigliatura) indicante il marchio che si trova talvolta sui mobili con il nome dell'ebanista, ma più frequentemente con le sue iniziali o il suo monogramma. Diventato obbligatorio per i maìtres-èbènistes francesi dal 1741, poteva essere impresso a fuoco o con uno stampo in ferro.
Etagère
Mobile di piccole dimensioni, a ripiani, in voga nella Francia del Settecento soprattutto in provincia, ma abbastanza usato anche in Italia. Esistente in diversi modelli, veniva appeso alle pareti o collocato sopra un altro mobile ed era adibito all'esposizione di vasellame o di oggetti di diverso tipo. Molto diffuso anche nei periodi successivi, indicava uno scaffale con ripiani a giorno, in genere poggiante sul pavimento.
Fasce
In ebanisteria sono quegli elementi che raccordano i sostegni di un tavolo o di un sedile e che servono, se presenti sui quattro lati, a supportare il piano di appoggio. In questo caso si parla di giro di fasce o cintura.
Fascia
In un tavolo o in una sedia è quell'asse disposta a coltello che si trova immediatamente sotto il piano o il sedile. Presenta talvolta una decorazione intagliata.
Fastigio
In ebanisteria, elemento decorativo posto nella parte superiore di un mobile spesso in forma di timpano spezzato.
Festone
Motivo ornamentale usato in architettura, pittura, scultura ed ebanisteria, costituito da un fascio di fiori, foglie, frutti variamente intrecciati e tenuti insieme con nastri o altro. Può assumere un andamento a cordone oppure a ghirlanda e comparire isolato o, più generalmente, iterato in modo da costituire un fregio. Fu molto usato nell'arte classica e venne poi ripreso in epoca rinascimentale, barocca e neoclassica.
Fiamma
Motivo decorativo diffuso nel mobilio del Cinquecento, soprattutto nelle regioni dell'Italia centrale. E' costituito da un disegno intagliato a forma di fiamma o di foglia. Compare di norma ai lati del dorsale o sui braccioli degli stalli o dei seggioloni d'epoca, ma a volte anche su cassoni o cassettoni.
Fiamma, a
In ebanisteria, modo di applicare l'impiallacciatura formando con le venature naturali del legno un andamento, più o meno fitto, che ricorda la fiamma.
Filettatura
Procedimento decorativo che consiste nell'applicare un sottile listello (filetto) di materiali differenti su una superfice di fondo. E' usato sia in ebanisteria, come motivo ornamentale o per delimitare zone differenti di intarsio, sia nell'arte del vetro, per arricchire il bordo di una coppa o di un vaso. Nei mobili, in particolare, si utilizzano essenze di colore e struttura diversi, in modo che risaltino sulla superfice di fondo, di solito in noce.
Fondalino
Termine con il quale si indica il fondo del cassetto.
Formella
Elemento costituito da una lastra di forma varia ma regolare (quadrangolare, circolare, a losanga, etc.), decorata con svariate figurazioni a mosaico, a tarsia o scolpite. Come elemento decorativo è particolarmente usata nell'architettura gotica, in quella romanica e durante tutto il Quattrocento. Dal Rinascimento questo tipo di decorazione viene praticato soprattutto in ebanisteria e formelle in legno, metallo, ceramica o altro materiale sono utilizzate per decorare sia i fronti sia le fiancate dei mobili.
Forziere
Tipo di cassa di dimensioni intermedie, tra il cofano e il cassone, di struttura robusta e munita di un sistema di chiusura molto sicuro. Viene costruito in legno e metallo, spesso con rinforzi angolari e decorazioni intarsiate o in ferro battuto. All'interno può presentare una sudduvisione in scomparti o cassettini e all'esterno due maniglie che ne facilitano il trasporto. E' diffuso soprattutto in Italia Settendrionale per la custodia di denaro, oggetti preziosi e documenti importanti. Con tale significato il termine è usato dal XVI secolo, mentre prima era sinonimo di cassa, cassone e cofano.
Fratina, fratino
In ebanisteria il vocabolo indica un tavolo rinascimentale, (tipico dei refettori dei conventi) dalla forma stretta e allungata, con sostegni congiunti da una traversa oppure da due assi sagomate. E' chiamata fratina anche una robusta sedia toscana, derivata dal seggiolone cinquecentesco, dalla struttura massiccia e dalle linee severe, caratterizzata da uno schienale composto da due o tre cartelle sovrapposte riccamente decorate.
Fregio
Nelle arti applicate e in ebanisteria, è una composizione ornamentale - scolpita, intagliata, intarsiata o dipinta - svolta secondo uno sviluppo orizzontale.
Frontale
In mobili di grandi dimensioni (come armadi e credenze) e di impianto architettonico è la parte superiore, che ha funzione di coronamento. Il termine si adatta bene a certi arredi di epoca rinascimentale.
Fronte
Termine che designa la parte anteriore del mobile; nel periodo rinascimentale era rigorosamente rettilinea.