Comunemente
s'intende per restauro qualsiasi intervento volto a rimettere in efficenza un
prodotto dell'attività umana. In questa comune concezione del restauro,
che s'identifica a quello che più esattamente deve denominarsi schema
preconcettuale, si trova già enucleata la nozione di un intervento su
un prodotto dell'attività umana: qualsiasi altro intervento o nella sfera
biologica o in quella fisica non rientra dunque neanche nella nozione comune
di restauro. Nel progredire allora dallo schema preconcettuale di restauro al
concetto, è inevitabile che la concettualizzazione avvenga riguardo alla
varietà dei prodotti dell'attività umana a cui deve applicarsi
quel particolare intervento che si chiama restauro. Si avrà dunque un
restauro relativo a manufatti industriali e un restauro relativo alle opere
d'arte: ma se il primo finirà per porsi come sinonimo di risarcimento
o di restituzione in pristino, il secondo ne differirà, nè solo
per la diversità delle operazioni da compiere. Finchè si tratta,
infatti, di prodotti industriali, intendendosi ciò nella scala più
vasta che parte dal più minuto artigianato, lo scopo del restauro sarà
con ogni evidenza di ristabilire la funzionalità del prodotto, e, pertanto,
la natura dell'intervento di restauro sarà esclusivamente legata alla
realizzazione di questo scopo.
Ma
allorchè si tratti di opera d'arte, anche se fra le opere d'arte se ne
trovano che posseggono strutturalmente uno scopo funzionale, come le architetture
e in genere gli oggetti della cosidetta arte applicata, risulterà chiaramente
che il ristabilimento della funzionalità, se pure rientra nell'intervento
di restauro, non ne rappresenta in definitiva che un lato o secondario o concomitante,
mai quello primario e fondamentale che ha riguardo all'opera d'arte in quanto
opera d'arte.
Si
rivelerà subito allora che lo speciale prodotto dell'attività
umana a cui si dà il nome di opera d'arte, lo è per il fatto di
un singolare ricoscimento che avviene nella coscienza: riconoscimento doppiamente
singolare, sia per il fatto di dover essere compiuto ogni volta da un singolo
individuo, sia perchè non altrimenti si può motivare che per il
riconoscimento che il singolo individuo ne fa. Il prodotto umano a cui va questo
riconoscimento si trova là, davanti ai nostri occhi, ma può essere
classificato genericamente fra i prodotti dell'attività umana, finchè
il riconoscimento che la coscienza ne fa come opera d'arte, non l'eccettua in
modo definitivo dalla comunanza degli altri prodotti. E' questa, sicuramente,
la caratteristica peculiare sell'opera d'arte in quanto non si interroga nella
sua essenza e nel processo creativo che l'ha prodotta, ma in quanto entra a
far parte del mondo, del particolare essere nel mondo di ciascun individuo.
Una tale peculiarità, non dipende dalle premesse filosofiche da cui ci
si parte, ma, quali che esse siano, deve essere subito enucleata solo che si
accetti l'arte come un prodotto della spiritualità umana.
Non
si creda perciò che occorra partirsi da una concezione idealistica, perchè
anche collocandosi al suo polo opposto, ad un punto di partenza pragmatista,
risulta ugualmente l'essenzialità, per l'opera d'arte, del suo riconoscimento
come opera d'arte.
ci
si riferisca al Dewey e si troverà questa caratteristica chiaramente
indicata: "Un'opera d'arte, non importa quanto vecchia e classica, è
attualmente e non solo potenzialmente un'opera d'arte quando vive in qualche
esperienza individualizzata. In quanto pezzo di pergamena, di marmo, di tela,
essa rimane (soggetta, però, alle devastazioni del tempo) identica a
se stessa attraverso gli anni. Ma come opera d'arte essa viene ricreata ogni
volta che viene sperimentata esteticamente". Il che significa che fino
a quando questa ricreazione o riconoscimento non avviene, l'opera d'arte
è opera d'arte solo potenzialmente , o, come noi abbiamo scritto, non
esiste che in quanto sussiste, in quanto cioè, come risulta
anche nel passo di Dewey, è pezzo di pergamena, di marmo, di tela.
Una volta
posto in chiaro questo punto, non si sarà fonte di sorpresa, farne
discendere il seguente corollario: qualsiasi comportamento verso l'opera d'arte,
ivi compreso l'intervento del restauro, dipende dall'avvenuto riconiscimento
o no dell'opera d'arte come opera d'arte. Ma se il comportamento verso l'opera
d'arte è legato strettamente al giudizio di artisticità - chè
a questo arriva il ricoscimento - anche la qualità dell'intervento
ne sarà non meno strettamente determinata. Il che significa che anche
quella fase del restauro,...