AUTENTICO O FALSO
Si racconta che un antiquario fiorentino si vantasse di saper costruire da una sedia rotta quattro sedie d'epoca e di sfidare qualsiasi esperto nel riconoscerle. La storiella è divertente, ma nessuno potrebbe giurare sul fatto che, specialmente nel passato, un fatto del genere non sia accaduto veramente. Come fare allora a distinguere un mobile autentico da uno smaccatamente falso? Per prima cosa dobbiamo tenere presente che tra il mobile autentico e quello propriamente falso esiste tutta una gamma intermedia che si presenta con caratteristiche e valori differenti: Mobili autentici, Mobili ritardati, Mobili replicanti, Mobili in stile, Mobili parzialmente trasformati, Mobili abbelliti, Mobili truccati, Mobili falsi...
I mobili interamente autentici sono quelli realizzati nel periodo in cui si è affermato quel determinato stile, di cui conservano le linee, la forma ed il repertorio decorativo. Non solo, ma sono stati realizzati con gli strumenti e le tecniche artistiche proprie del periodo in cui quello stile si era affermato. Naturalmente sono rarissimi i mobili che, nel tempo, non abbiano avuto necessità di qualche intervento di restauro. Un mobile che ha quattrocento anni di vita è praticamente impossibile che sia ancora oggi completamente integro. Se gli interventi che ha dovuto subire sono stati solamente conservativi, senza cioè aggiunte, alterazioni e ampi rifacimenti, possiamo dire che il mobile è veramente autentico. Quando un mobile è stato eseguito in un periodo che non supera i 30-40 anni di distanza dall'epoca in cui quel periodo stilistico era in auge, possiamo parlare di mobili ritardati e vengono considerati senz'altro d'epoca. In pratica se abbiamo un mobile in stile Luigi XIV eseguito alla fine del Settecento, quando era già in voga lo stile Luigi XVI. Naturalmente non è facile individuare tali ritardi, dal momento che il repertorio decorativo ed i metodi costruttivi sono gli stessi dei modelli originali. Diverso è il caso di quei mobili replicanti, detti anche copie, che sono stati eseguiti in un certo stile con 80 e più anni di distanza dall'epoca in cui quello stile si era affermato: è questo il caso di copie dei grandi stili del passato invalso nella seconda metà dell'Ottocento, quando la media borghesia, nel suo affermarsi, richiedeva mobili soprattutto in stile Luigi XIV o XV. La distinzione richiede un occhio esperto che sia in grado di valutare attentamente il repertorio decorativo per riconoscere la differenza. L'esecutore del replicante infatti, sia esso valente ebanista o modesto artigiano, non potrà essersi completamente spogliato della cultura del suo tempo per ricreare un gusto tipicamente settecentesco. Un metodo sicuro per identificare le copie è quello di valutare le loro dimensioni. Infatti le copie subirono una significativa riduzione delle loro dimensioni rispetto a quelle del pezzo imitato. L'evoluzione sociale che si è avuta nel secolo scorso aveva comportato una riduzione dello spazio abitativo di ogni famiglia: l'aumento della popolazione da un lato e l'emergere di nuovi ceti medi dall'altro aveva reso generalmente diffusa l'abitudine di occupare appartamenti piuttosto piccoli in confronto alle case unifamiliari abitate in precedenza. Inoltre si può fare ricorso all'esame dei materiali usati, dei sistemi costruttivi e dalle eventuali tracce lasciate dall'utilizzazione di macchine che all'epoca non esistevano. Per mobile in stile si intende il mobile prodotto di recente ricalcando il modello originale. In questo caso si tratta di semplici imitazioni dei tipi diffusi del passato, non di una vera e propria contraffazione. Operazione, questa, non solo assolutamente legittima, ma anche diffusissima, basti pensare alle innumerevoli aziende che oggi si dedicano completamente alla produzione di mobili appunto in stile. La riconoscibilità in questi casi abbastanza semplice anche all'occhio meno esperto: basti osservare la natura e lo spessore dei legni usati, gli incastri perfetti realizzati con macchine, l'uso del compensato e del truciolato nelle parti non visibili, l'utilizzazione di viti e chiodi d'acciaio, l'impiego di collanti e vernici sintetiche. Come detto, questi mobili fabbricati in serie con metodi e tecnologia moderne, sono perfettamente legittimi e vengono offerti a prezzi decisamente inferiori agli equivalenti antichi. Ed è assolutamente consigliabile per chi, volendo un mobile in stile e non avendo le possibilità economiche per rivolgersi al mercato dell'antiquariato, indirizzare le proprie scelte verso questo settore piuttosto che rischiare di comprare un pezzo spacciato per antico a prezzi veramente ridicoli, indice di sicura falsità. Parliamo invece di mobile parzialmente trasformato quando un mobile autentico ed originale ha subito dei mutamenti dimensionali. naturale che, col mutare delle proprie esigenze, il proprietario potesse decidere di ridurre l'altezza o la profondit di un mobile o modificare gli sportelli ed i cassetti. Modifiche potevano anche essere imposte da specifiche esigenze di mercato. Per esempio agli inizi del nostro secolo era diventata prassi comune in Italia ricavare dalle grandi strutture delle sagrestie armadietti, cassettiere, credenze. In questi casi l'autenticità è indubbia, ma non è esattamente il mobile originale: tale trasformazione però è pi difficile da individuare perchè richiede il ricorso all'esame particolareggiato delle tecniche di assemblaggio che solo un vero esperto può fare. Si definiscono mobili abbelliti quei mobili che sono sì originali, ma hanno subito delle aggiunte in tempi più recenti. Spesso, purtroppo, vengono aggiunti a mobili di forma semplice cornicette, bronzi dorati, tarsie ed altre decorazioni che rendono il mobile più bello e quindi di maggior valore sul mercato. Se le applicazioni sono costituite da elementi originali, riconoscerlo non è facile anche per un esperto. In certi casi è necessario smontare l'elemento decorativo che mette in sospetto per accertare lo stato del legno sottostante e controllare il procedimento di fissaggio. Nel caso di pitture aggiuntive, come figure e stemmi, occorre addirittura effettuare un controllo con la lampada al quarzo. Si parla di mobili truccati quando sono state ricostruite parti intere, quando parti antiche vengono innestate su strutture di recente realizzazione, quando si è proceduto ad una completa ridipintura o intarsiatura delle superfici. In questi casi si ha una parziale falsificazione. Fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si sono verificati molti casi in cui con parti di mobili, rivestimenti murali lignei, vecchi infissi si ricostruivano mobili dall'aspetto antico. Spesso poi si usava unire parti autentiche di mobili diversi per realizzarne uno solo. Queste ricostruzioni non sono facili da riconoscere e possono essere individuate solo attraverso l'esame attento delle zone di congiunzione. Possiamo senz'altro definire mobili falsi quei mobili costruiti ricorrendo a materiali lignei dell'epoca cui si riferiscono, utilizzando le tecniche costruttive e decorative dell'epoca. Naturalmente oggi realizzare dei mobili volutamente falsi cosa piuttosto rara perch i materiali, rari e costosi, e i tempi di realizzazione molto lunghi rendono l'operazione altamente costosa e quindi antieconomica, a meno che si proceda all'esecuzione di un pezzo di grandissimo valore. E in quest'ultimo caso si potrebbe essere certi che il pezzo sarebbe sottoposto ad una serie di esami accuratissimi da parte di vari esperti che, quasi certamente, ne scoprirebbero la falsificazione. In altre epoche invece l'uso di mobili falsificati era abbastanza diffuso. Nel dopoguerra abilissimi intagliatori fiorentini costruirono bellissimi mobili cinquecenteschi che vendettero ai soliti turisti... americani. Dopo qualche anno, alcuni di questi falsi d'autore varcarono nuovamente l'oceano per tornare in Italia ove furono ricomprati come autentici.