COME INTERVENIRE SULLE FODERE E SUI PIANI

 

Spesso le fodere (schienali e fondi), che sono composte da piu' assi disposte orizzontalmente o verticalmente, il piu' delle volte solo accostate, come anche i piani di tavoli, cassettoni, etc., subiscono le variazioni climatiche, si gonfiano con l'umidità e il calore; si crepano d'inverno, ritirandosi (vedi CURA E CONSERVAZIONE e DEFORMAZIONI DEL LEGNO), si deformano perdendo elasticità. Per ovviare a questa naturale deformazione lignea nelle giunture, si interviene incollando con colla a caldo delle tele grezze da pittore sempre contro venatura in modo da controllare i movimenti e quindi contenerli; prendiamo come esempio l'interno laterale di un cassettone:

Ovviamente in fessure ampie si dovrà intervenire con essenze lignee e comunque sempre in zone non visibili con incastri a coda di rondine se lo spessore lo consente. La tela puo' essere tinta durante la tinteggiatura e quindi successivamente lucidata con gommalacca.

COME INTERVENIRE IN CASO DI DEFORMAZIONI

Alcuni esempi di deformazione: Una deformazione che si riscontra facilmente è causata dalla lucidatura a gommalacca che impermeabilizza la parte in vista, mentre le parti secondarie non lucidate, essendo grezze, subiscono l'attacco causato dagli sbalzi della temperatura (consiglio sempre una o piu' pennellate di gommalacca anche nelle parti secondarie, ciò, comunque a volte non risolve il problema); in casi estremi, come quelli che ho illustrato, si interviene come segue: produrre, nel caso di un piano convesso, possibilmente con la sega circolare, nella zona non in vista, dei tagli paralleli che procederanno nel senso delle venature; le fenditure vanno effettuate a una distanza di 18-25 mm al massimo (con una spaziatura ampia non si risolve il problema) per circa due terzi dello spessore e interrotte all'interno dell'area da raddrizzare, cosicchè risultino invisibili:

asportare dalle fenditure materiale eccedente, quindi applicare, nella parte sottostante del piano, dei triangoli di legno che verranno fissati con viti e colla animale, sia nell'intelaiatura sia sul piano:

Contrariamente, nel caso di deformazione concava, sempre dopo aver effettuato i tagli paralleli alle venature del legno, in questo caso non a "v", ma ad "u",

morsettare il piano, e porre sia al di sopra sia al di sotto dello stesso, una traversa dalle dimensioni idonee alla larghezza della superficie da appiattire; inserire, forzando, nei tagli eseguiti, strisce cuneiformi ricavate da un'essenza lignea affine a quella del piano:

Allentare i morsetti, una volta inserite tutte le strisce, livellare con pialle e carta vetrata. Lo stesso procedimento possiamo ripeterlo anche sulle gambe o altre parti deformate in vista, facendo attenzione ad usare essenze lignee conformi, in modo da renderle, dopo tinteggiatura e lucidatura, invisibili all'occhio.

LA TECNICA DELL'IMPIALLACCIATURA

La tecnica dell' impiallacciatura é fondamentale per il lavoro di ebanisteria. Essa consiste nell'incollaggio di sottili strati di legno da 0,5 a 1 mm, ottenuti meccanicamente su superfici lignee perfettamente livellate e stuccate. Questa tecnica prese avvio dalla metà dell'Ottocento, mentre precedentemente si usava la Lastronatura, la quale consisteva nel rivestire i mobili strutturati in massello, con una lastra di un'essenza pregiata, in modo da ottenere giochi decorativi combinando le venature in modi diversi; le lastre, ottenute tagliando il fusto dell'albero in strati, presentavano spessore irregolare poichè l'operazione veniva eseguita a mano, perciò dopo l'applicazione venivano livellate. Con l'impiallacciatura si apre una nuova era, poichè anche essenze lignee non pregiate, vengono ricoperte dai piallacci, divenendo esteticamente gradevoli.
METODO:

una volta preparata la superficie, livellandola e stuccandola per renderla piana, si procurano delle scalfiture sul piano con una raspa o una pialla dentata in modo da garantire l'incollaggio; dopodichè si spalma della colla animale un po' diluita su tutta la superficie e la si lascia asciugare per almeno 8 ore; nel frattempo si immerge il piallaccio in un recipiente con acqua calda (non bollente) per almeno 1ora, lo si fà asciugare finchè risulti però ancora umido; si stende colla animale molto calda e nella giusta densità sul piano, si stende infine il piallaccio e, con un apposito attrezzo dopo averlo umettato con la colla per farlo scorrere, si passa la superficie dal centro verso l'esterno, in modo da far uscire la colla in eccesso, premendo con discreto vigore:

nel caso l'adesivo dovesse raffreddarsi prima che l'operazione sia ultimata, far scorrere un ferro caldo sulla superficie in modo da liquefarlo e poter così espellere la colla in eccesso. Si può usare il ferro da stiro nel caso di bolle, naturalmente su superfici opportunatamente sverniciate: intervenire con la stiratura con ferro bollente sulla bolla dal centro verso l'esterno; in questo modo si scioglie la colla, e premendo, riportare il piallaccio in piano. Nel caso non dovesse funzionare, bisogna incidere la bolla e inserirvi all'interno della colla, utilizzando una striscetta di legno sottile poi premere con il martello per piallacci, attendere l'asciugatura, quindi pulire la superficie con uno straccio bagnato e acqua calda e ripetere la stiratura. Si consiglia, nel caso di piccoli interventi di impiallaccio, dove necessita l'uso dei morsetti (angoli, bordi, etc.), di interporre tra il blocchetto e il piano, della carta da giornale per fare in modo che non si incollino tra loro. Una volta avvenuta l'asciugatura si ripulisce il piano impiallicciato con un raschietto o lame di vetro, si leviga poi con carta vetrata. Altro consiglio: unire superficialmente con del nastro adesivo di carta i piallacci confinanti che attendono l'asciugatura.